In un’immagine d’amore, un frammento di significato sfuggito all’oblio, soggiace un inganno.

L’artista non si cura della periclitante sottoscrizione di tacita promessa quando incastra due figure dipinte in un idillio amoroso.

Nell’artificio dell’immagine statica si estende la durata naturale della sensualità.

La sensualità é eterna se la si intrappola tra colori e luci su una superficie, il prolungamento transmediale di tale concupiscenza, nella performatività della carne non si trasmette in egual maniera e non é permesso.

Osservando un quadro romantico, languido, lirico, ci dondoliamo nell’illusione che anche l’amore viva e si mantenga intatto, con la stessa inestinguibile, invariabile intensità …


Trascorso l’iperbolico hype e tornati all’adhd ai quali tendiamo tento un opinionismo da strapazzo non richiesto.

Oggetto : Doggface208

Ho iniziato a riflettere sul successo del video in cui un uomo beve succo all’imbocco dell’autostrada su uno skate, canta asincrono una canzone del 77' e beatitudine lo coglie.

Nell’arco di pochi giorni il numero di followers é passato da 1 milione a 2, quindi é incrementato visibilmente, e senza che io potessi sapere quanti ne avesse prima della ribalta, prima che profili o comedy influencers come Hackneyfinest o Daquan lo ripostassero, scaraventandolo nell’Olimpo del compulsivo e altrettanto flâneuristico intrattenimento social.


Vent’anni fa accadde un episodio, ho realizzato una microscopica verità ad essa legata, e mi sconvolse al punto che lo shock, silenziosamente imperituro, mi accompagna fino ad oggi.

Mohammad Al Durrah tornava a casa con suo papà Jamal, finiscono in mezzo a una pioggia di proiettili israeliani dell’IDF che dura più di 45 minuti, tempo che li costringe a trovare un modesto riparo dietro a una piccola barriera architettonica alta appena 90 centimetri su un marciapiede.

Il bambino prova a coprirsi dietro a suo padre ma non riesce a scampare, il fuoco colpisce il padre e uccide il figlio.

Il…


“Money Creates Taste” opera di Jenny Holzer.

Articolo apparso, in versione ridotta, sul Corriere della Sera — 11 Aprile 2017.

Ho cominciato ad accusare un principio di fortis suspicio due anni fa, poco prima di incappare nella lettura della storia di Mariah, la prima donna con il velo ad apparire sulle pubblicità di fast fashion H&M e da quando venni a conoscenza che esiste una versione di Vogue Italia specializzata — a suo dirsi, nella black culture.

Questo mi é da subito parso come un goffo, embrionale tentativo di strumentalizzazione che appunto sospettavo avrebbe avuto un seguito e che, per mala sorte avrebbe influenzato una generazione successiva.

Noura Tafeche

Una casa per ciò che appare insignificante

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